martedì 4 ottobre 2016

brindisi

Riunione
di persone
stasera
volti e voci confusi
e parole d'ombre
nel crescente clamore
a sopraffarsi di vuoto.

Tacchi e calze scintillanti
borsette,  timido cuore
nell'inseguir discorsi
di schiumoso scalpore
per mascherare l'inverso.

le storie e i segreti
cuori timidi appunto
 pavidi ed arsi:
ora s'alzano tutti:
fanno un brindisi da brivido
s'augurano cento di questi anni.

lunedì 3 ottobre 2016

Agosto in Ascoli



Ora io aspetto
non so che:
l'orecchio è ai sussurri
e ai silenzi,
ai cani che abbaiano,
all'aria che ora s'alza
e subito siede,
calda, ma di gelidi zefiri pervasa.
Inspiegabile il mio
familiare mondo,
 guardo insetti mai visti,
millepiedi e disorientati scorpioni
zampettare sotto il solleone
e poi rimanere immobili carboni
stupiti per non saper dove andare.
Farfalle alle finestre
fluo come post it
o incredibili candide repliche
d'aerei di balsa.
Il mal di testa m'assale
cavallette grandi come palmi
ferme
sui primi fremiti
del suolo rabbioso
c'è buio in quest'azzurro assolato
e il traguardo infine è di notte
col boato assoluto
nel silenzio assoluto.

Poi continua ad oscillare
 il formidabile pendolo
che ha ucciso vecchi e bambini
 a ristabilire equilibri assoluti
a noi crudeli  proibiti e sconosciuti
nelle segrete stanze umane


venerdì 12 febbraio 2016

Pillolina

Pillolina
per sbattere giù le cose
il mio ventre si fa balena
ci son persino i tavoli
coi ricordi così nitidi
che paiono persone
intente a sparlare
della mia vita
fra lo sciabordio
di cinquant'anni di elementi
ed assenti
che sbattono fra loro
fra i miei flutti.

L'isola per maggio

Cerco ancora e sempre
 un'isola per maggio,
risi, ma è stato di più
uno spasmodico singulto
di constatazione danni.
Cercando di riunire i pezzi
ne persi molti altri
calpestati e sbriciolati
nella frenetica ricerca.
Ho osservato molti visi
ho contato i mattoni
saggiato i confini
che ci tengono divisi
ho cercato spesso
 tutti i vostri
con gli occhi cerchiati
rimbalzati lontano fra loro
per l'intensità dell'urto.
Tutti,
sull'isola per maggio,
vorrei disporvi ed acquietarvi

venerdì 25 dicembre 2015

amorrore

Sei un mostro d'amore
e i miei occhi si fanno
piccini
fori d'ignavia
e tu m'assaggi e mi sputi
poi mi riprendi
e mi mastichi un po'
che dolore
m'ingoi a fatica
con le mie
ingombranti pertinenze
e ti torno su acida
e tu bestemmi livori
ardente braciere
ché ero pesante
sono pesante
ma di buon sapore
e tu m'ami e mi odi
e io  ti  punisco ingordo
e di rigurgito in rutto
pare che noi ci amiamo....



al buio

Solo a tentoni c'incontriamo:
ci buttammo uniti
come dado tuffato
in  quotidiano brodo
in questo matrimonio
 per spegnere le fiamme:                                                                            
ora è  diluito
allungato sul letto
di sonnifere lattughe
lento lento
rintocco di mancanze
promemoria
di smarrimenti,
allentato in salsa impazzita
e scoscesa:
le dimenticanze un poco
 s'aggrovigliano
generano demoni del silenzio
e rimandiamo
anche lo sbirciarsi
come porte
per chiudere fuori
le verità affamate.




festa di compleanno

vermetti carini
siete miei amici
materiale semi combusto
non vorrei mai diventare
percolato
angustiata dall'olezzo
in principio di ribrezzo
batto le coetanee
che si vogliono imbalsamare
mi stiro il cardiopalmo
vedo fin dove arriva
e so che basta ancora  poco
solo un pezzettino
 raduno  così foglie
seccate staccate e morte
per un compostaggio
morbido morbido